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L'arca di Noè PDF Stampa E-mail
sabato 07 marzo 2009

arca noè quarto stato

E’ tutto così grande:

L’emergenza della crisi economica mondiale; il terrorismo planetario; le bombe nucleari e ecologiche sparse per il globo terracqueo: un caos.

Ascolto i telegiornali ed è catastrofe, la stampa fa da eco alla tv e noi non ne usciamo.

Una fabbrica costruita su di una discarica di amianto rischia la chiusura e gli operai manifestano occupando l’aeroporto, che però è già paralizzato dagli scioperi delle hostess che, per creare ulteriore confusione, concedono le proprie grazie a chi le chiede o partecipano a reality, che è la stessa cosa. Gli operai vanno alla stazione ferroviaria ma anche lì la situazione è analoga, con la sola differenza che le grazie dei macchinisti non le vuole nessuno. Gli scioperanti indefessi si presentano davanti ad un liceo ma è occupato anch’esso dalle finestre esce fumo ma non ha l’odore acre dell’incendio, bensì quello dolciastro dell’hascisc: tutto nella norma.

Finalmente qualcuno ha un’idea brillante: occupiamo l’asilo di mio figlio! Partiamo!!

Le maestre e le bidelle non oppongono resistenza e se ne tornano a casa. Il problema stavolta sono le mamme: vuoi occupare l’asilo mio bell’operaio? Non c’è problema, ma il pupo fino alle 15 te lo tieni tu. Ciao.

Ho acceso la televisione e ho visto le mitiche tute blu fare il girotondo con i bimbi e spingere le altalene. I più duri, i fedeli alla linea, facevano indottrinamento sull’uguaglianza sociale cantando ai bambini "L’arca di Noè": barba incolta, basco, sigaro in bocca e "ci son due coccodrilli ed un orangotango…".

Non si capisce più niente e lo stato d’ansia, subdola forma di soggiogazione moderna, impera in ogni settore.

La maniera per uscirne definitivamente non la conosco, ma alcune forme di evasione esistono e senza additivi chimici.

Io canto in un coro, non sono un granché ma ci provo, mi rilasso e mi stacco dalla confusione mondiale. Nel coro ogni cosa deve essere al suo posto, devi andare a tempo ma non correre, devi fare la tua parte ascoltando il prossimo, devi farti sentire ma non coprire gli altri, devi studiare un anno per cantare un’ora e non studiare un’ora per stare 5 anni in parlamento. Insomma il coro può essere paradigma di vita e di civiltà senza però per questo perdere la sua dimensione primaria e diretta: la musica.

La musica è…

…non lo so cos’è ma è bella e penso che se ne sia accorto anche quell’operaio che cantava "L’arca di Noè", perché mi è giunta voce che la fabbrica dove lavorava ha chiuso e lui adesso canta e suona la chitarra sui gradini di San Petronio, tanto lì c’è sempre posto. Fa fatica ad attaccare il pranzo con la cena ma almeno canta. Poi San Petronio non è costruita su una discarica di amianto. Almeno credo.

Ultimo aggiornamento ( domenica 12 aprile 2009 )
 
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